EUGENIA RAVASCO (1845 – 1900) e la cura della gioventù
Eugenia Ravasco nacque a Milano il 4 gennaio 1845, terza dei sei figli del banchiere genovese Francesco Matteo e della nobildonna Carolina Mozzoni Frosconi. Fu battezzata nella basilica di Santa Maria della Passione e ricevette i nomi di Eugenia, Maria. Nel 1848, dopo la morte della giovane moglie, il padre ritornò a Genova. Eugenia restò a Milano con la sorellina Costanza, affidata alle cure materne della zia Marietta. Nel 1852, si ricongiunse con la famiglia a Genova che da allora divenne sua sede definitiva. Dopo tre anni, nel marzo 1855, morì anche il padre. Lo zio Luigi Ravasco, banchiere e cristiano convinto, si prese cura dei nipoti orfani.
Il 21 giugno 1855, nella Chiesa di Sant'Ambrogio (oggi, del Gesù) in Genova, a 10 anni, ricevette la Prima Comunione e la Cresima a cui si era preparata sotto la guida del canonico Salvatore Magnasco, futuro consigliere della Ravasco, nonché Arcivescovo di Genova (1871 – 1892). Da quel giorno si sentì attratta dal mistero della Presenza Eucaristica, tanto da non passare davanti ad una chiesa senza entrarvi per adorare il Santissimo Sacramento. Nel dicembre 1862, Eugenia Ravasco perse anche l'appoggio dello zio Luigi. Da lui raccolse non solo l'eredità morale di grande rettitudine, coerenza cristiana e munificenza verso i poveri, ma anche la responsabilità materiale della famiglia. Non si perse d'animo. Confidando in Dio e consigliata dal canonico Salvatore Magnasco e da saggi avvocati, si mise alla guida degli affari di famiglia. Il 31 maggio 1863, nella Chiesa di Santa Sabina in Genova, dove era entrata per salutare Gesù Eucaristia, attraverso le parole del sacerdote che in quel momento parlava ai fedeli, Eugenia Ravasco ricevette l'invito divino a “consacrarsi a fare il bene per amore del Cuore di Gesù”. Fu l'evento che illuminò il suo futuro e le cambiò la vita. Sopportò con fortezza le rimostranze dei parenti e il disprezzo delle signore del suo ceto e cominciò con coraggio a fare il bene intorno a sé.
Il 6 dicembre 1868, a 23 anni, fondò la Congregazione religiosa delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, con la missione di “fare il bene” specialmente alla gioventù. Il progetto educativo di Madre Ravasco era di educare i giovani e formarli ad una vita cristiana solida, operosa, aperta, perché fossero “onesti cittadini in mezzo alla società e santi nel cielo. Per quest'opera che le stava tanto a cuore, affrontò, con fortezza e fidando in Dio, gli attacchi velenosi della stampa avversa. Promosse il culto del Cuore di Gesù, dell'Eucaristia, del Cuore Immacolato di Maria. Manifestò sempre una forte devozione mariana. Scrive un suo biografo, P. Teodosio di Voltri: “i santuari furono la sua passione” e, tra questi, ricorda quello di Nostra Signora delle Vigne, tante volte visitato dalla Madre. Nel 1884, con altre consorelle, Eugenia Ravasco fece la professione perpetua. Nel 1892 affrontò con notevoli sacrifici e umiliazioni la costruzione di un edificio in piazza Carignano a Genova, per farne la “Casa per le giovani operaie”.
Consumata nella salute, Eugenia Ravasco si spense a Genova a 55 anni, nella Casa Madre dell'Istituto, la mattina del 30 dicembre 1900. “Vi lascio tutte nel Cuore di Gesù” fu il suo congedo. Nel 1948, S. E. Mons. Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova, introdusse la causa di beatificazione. Il 1° luglio del 2000, Anno Giubilare, il Santo Padre Giovanni Paolo II ne riconobbe l'eroicità delle virtù, dichiarandola Venerabile. Il 5 luglio 2002, lo stesso Giovanni Paolo II firmò il Decreto di approvazione del miracolo della guarigione di una bambina della Bolivia, ottenuto per l'intercessione della Madre Eugenia Ravasco.