EUGENIO FASSICOMO (1864 – 1902), L'Opera dei derelitti.
Nasce a Genova il 2 febbraio 1864 e lo stesso giorno viene portato al fonte della parrocchia di S. Maria delle Vigne per ricevere il S. Battesimo.
Fin da bambino rivela una salute delicata e un carattere piuttosto timido: nessuno avrebbe potuto scorgere in lui il Fondatore di opere coraggiose e innovative.
Presto sente la vocazione al Sacerdozio, ma non può assecondarla, perché costretto a fare il rivenditore di libri nel negozio paterno. Qualche tempo dopo, riesce ad iscriversi alle Scuole del Seminario; nello stesso tempo frequenta con il padre il Patronato di San Vincenzo, divenendo educatore dei piccoli assistiti. Inoltre, entra a far parte della Veneranda Compagnia di Misericordia, la quale – ancora oggi – opera a Genova a favore dei detenuti.
Il 28 maggio 1893, finalmente, corona il suo sogno e diventa Sacerdote; celebra la prima S. Messa nella abbazia gentilizia di S. Matteo, poco lontano dalle Vigne.
Inizia il suo breve, ma intensissimo ministero. In soli due anni fonda e segue: il Ricreatorio popolare per i giovani; l’Opera del catechismo permanente per l’istruzione religiosa di giovani e adulti; il Circolo S. Giorgio per lo svago dei giovani; la Banda musicale e la Filodrammatica “Silvio Pellico”
Nel 1896 raggruppò tutte queste istituzioni nella “Opera Madonna di Pompei” al fine di coordinarle meglio. E, più tardi, fondò ancora: la Congregazione di S. Giuseppe per i fanciulli abbandonati del Centro storico; la Casa S. Agostino per i giovani usciti dal carcere; il Circolo S. Giovanni Battista per l’attività culturale, teatrale e fisica dei giovani.
Davvero si resta ammirati per tante iniziative! A queste va aggiunta la più importante di tutte: l’Opera dei Derelitti. È l’ultima in ordine di tempo, quella a cui andrà per sempre legato il nome di don Fassicomo. Chi sono i Derelitti? Bambini, ragazzi e giovani abbandonati dalla famiglia. Don Eugenio li accoglie e per loro erige una Casa ben attrezzata, dove insegnare qualche mestiere.
Nel giro di poco tempo l’Opera dei Derelitti si afferma, anche attraverso la raccolta delle cose usate. Questa era la pubblicità per farsi conoscere: “Chi deve mutar casa, traslocare ricordi che ha nell’Opera dei rifiuti un’alleata indispensabile. Dovendo disfarsi di roba inutile, rottami, mobili sgangherati, utensili guasti, vecchiumi e ingombri d’ogni genere, si leverà ogni fastidio telefonando ai Derelitti, che accorreranno con sacchi e carretti e in un baleno faranno la casa vuota”!
Nella sua opera a favore della gioventù don Fassicomo ricevette aiuto anche da Elisa Mezzana – anch’ella devota della Madonna delle Vigne – la quale diverrà la Madre dei Derelitti.
A fine settembre 1902 si ammala gravemente; l’Arcivescovo Pulciano, informato delle condizioni gravi, si reca a trovarlo e, dopo un lungo ed affettuoso colloquio, fa sua l’Opera del Fassicomo. Questi, dopo soli 9 anni di ministero sacerdotale, muore serenamente, accettando la volontà di Dio. È il 5 ottobre 1902.
L’Arcivescovo mantiene la parola ed affida l’Opera dei Derelitti all’Istituto degli Artigianelli di Monza, condotto dai Religiosi istituiti da un altro grande educatore, il Beato Ludovico Pavoni (1784–1849).