PAOLO GEROLAMO FRANZONI (1708–1778) L’Abate Franzoni
Paolo Gerolamo Franzoni nasce a Genova il 3 dicembre del 1708 in piazza Serraglio. È il primogenito di Maria Maddalena Di Negro e del marchese Domenico, entrambi appartenenti a patrizie famiglie genovesi ricche e influenti. In quello stesso giorno fu portato all’Insigne Collegiata delle Vigne per ricevere il S. Battesimo. Lo battezzò il curato Sebastiano Deferrari.
A motivo dei suoi natali nobiliari condusse vita mondana nel patriziato genovese. A 26 anni sentì, improvvisa, la vocazione sacerdotale, favorita dalla lettura di una biografia di san Vincenzo de' Paoli. Si trasferì a Roma per realizzare la sua preparazione e fu ordinato sacerdote nel 1735.
Tornato a Genova nel 1737, si aggregò ai padri vincenziani: visse nella Casa della Missione (Fassolo), dove si applicò allo studio della teologia dogmatica e della sacra eloquenza.
In seguito si trasferì stabilmente nel palazzo di famiglia; venne nominato rettore dello Spedaletto degli Incurabili (1739), fondato nel cinquecento da E. Vernazza, e presidente della congregazione dei Missionari Urbani.
Nel Natale del 1750 Franzoni, insieme ad alcuni sacerdoti delle Missioni Urbane e Rurali, iniziò a radunare all'alba i camalli del porto, i barcaioli e i vetturini, ai quali proponeva in un linguaggio a loro accessibile esercizi e letture spirituali. Gli incontri trovarono un ampio seguito tra i lavoratori; le stesse autorità della Repubblica riconobbero il valore di quel lavoro, vedendo nell'iniziativa un mezzo per disciplinare la classe umile, tumultuosa e poco controllabile. Confortato dal successo ottenuto con facchini e barcaioli, Franzoni estese l'iniziativa a tante altre categorie di lavoratori: i garzoni di bottega, gli artigiani, i servitori dell'aristocrazia. Egli diventa per tutti l'abate Franzoni.
Insieme ai confratelli che lo avevano fino a quel momento appoggiato, fondò il giorno del Natale del 1749 la congregazione religiosa degli Operai Evangelici, con il compito di elevare l'istruzione e la cultura teologica ed umana sia nel clero che nel popolo. Alle riunioni o Accademie intervenivano persone di ogni ceto.
A Sampierdarena Franzoni entrò in contatto con alcune maestre che si dedicavano all'istruzione delle ragazze del popolo: L'abate iniziò a fornire loro i mezzi economici, i locali, l'assistenza spirituale e pedagogica. Nacque così la congregazione religiosa delle Suore Madri Pie di Nostra Signora Sede della Sapienza (1754), approvata nel 1764.
Franzoni, nell'intento di lavorare con i suoi Operai su tutti i fronti della società, aprì a sacerdoti e laici un Circolo per l'apprendimento delle lingue classiche e di quelle moderne, come anche favorì lo studio della matematica e dell'algebra.
Tuttavia, sul piano della divulgazione culturale l'iniziativa più importante fu senza ombra di dubbio l'istituzione della Biblioteca degli Operai Evangelici (Biblioteca Franzoniana), nel 1757, che divenne una delle tre biblioteche genovesi, aperte al pubblico. La vita del Franzoni fu ricca di iniziative, che, però, minarono la sua salute. Alla fine si ammalò. Chiuse gli occhi nel palazzo di famiglia, ove era nato quasi settantanni prima, era il 26 luglio 1778.
Ricevette l’omaggio di tutta la Città, a cominciare dal Senato della Repubblica di Genova.