LA SERVA DI DIO VITTORIA GIORNI (1793 – 1874) e le Pie Maestre di S. Agata.
Nacque a Genova nel 1793 nel territorio della vicina Parrocchia della Maddalena da Nicolò Giorni e da Giovanna De Coureil. A causa dei gravi eventi dell'epoca - la rivoluzione napoleonica, la guerra, la miseria -, la fanciulla passò i suoi primi anni con la famiglia a Firenze, per poi ritornare a Genova quando la situazione divenne più calma.
A Genova decise dedicarsi alla cura e all’assistenza delle fanciulle povere. Accompagnavano Vittoria una dozzina di giovani amiche, pedagogicamente e cristianamente preparate. La prima comunità aveva un carattere prettamente laicale. Questo le ottenne la simpatia del popolo e anche della borghesia liberale, che volentieri le offriva aiuto concreto, apprezzando il rigore signorile con cui Vittoria dirigeva allieve e collaboratrici. Nel 1820 acquistò un appartamento presso l’ex convento dei Chierici Minori Regolari, presso la Chiesa di S. Rocco a Granarolo, una zona al tempo disagiata. Lì cominciò la sua opera educativa e caritativa, secondo una forma laicale: Vittoria e le compagne non pronunciavano i voti religiosi; vestivano una tunica e un grembiulone, venivano chiamate “signorine”; soltanto anticipavano il nome di Maria al proprio.
Ebbe come guida spirituale don Francesco Agnino, già Parroco della chiesa di S. Marcellino e, Prevosto delle Vigne dal 1828 al 1837. Uomo colto era Dottore in Sacra Teologia e in “Utroque jure”, fu Docente in S. Teologia e in Diritto Canonico presso l’Università di Genova. Successivamente, diventerà Vescovo di Luni- Sarzana e Brugnato e assistente al Soglio Pontificio. Solo allora lascerà la direzione spirituale della Giorni a don Nicolò Gandolfo. Negli anni, in cui don Agnino era Prevosto delle Vigne, Vittoria Giorni visitò molte il Santuario delle Vigne e qui pregò la Madonna.
Successivamente, nel 1827 l’Opera si trasferì nel vecchio Convento di S. Agata, conservando ancora la caratteristica laicale. Il re Carlo Felice espresse alla Giorni una speciale approvazione. Nel 1845 la Giorni aprì una scuola a Quinto e lì vi trascorse sedici anni.
Morì il 26 ottobre 1874, dopo una vita attiva e segnata dalla continua sofferenza fisica. Nel 1934 il card. Dalmazio Minoretti, Arcivescovo di Genova, costituirà la Comunità come Congregazione religiosa con il nome di “Maestre Pie di S. Agata”.