PIO VII (1800 – 1823), Pellegrino alle Vigne
Pio VI morì prigioniero di Napoleone nella cittadella francese di Valencia nel 1799. Pur deportato, aveva lasciato istruzioni per il Conclave. Questo fu riunito a Venezia, durò quattordici settimane ed elesse Luigi Barbaba Chiaromonti, che assunse il nome di Pio VII. Era 1il 14 marzo 1800. Pochi mesi dopo riuscì a tornare a Roma.
Per nove anni si adoperò per la libertà e l’indipendenza della Chiesa in Francia, ma anche in vari Paesi d’Europa. Nel 1804 si recò a Parigi per l’incoronazione di Napoleone e di Giuseppina: al momento di porre la corona sul capo dell’imperatore, questi la prese si incoronò da solo. Nel 1808 Napoleone occupava lo Sato Pontificio e la stessa Roma. Il 5 luglio faceva arrestare Pio VII e lo fece portare prigioniero a Savona. Dal luglio 1809 al maggio 1812 restò là in un isolamento quasi totale dal mondo esterno. Fu, poi, trasferito a Fontainbleau e costretto a firmare un concordato con la Francia. Nel frattempo, la fortuna di Napoleone stava mutando. Nel 1814 Pio VII fu nuovamente portato a Savona e nel mese di marzo, finalmente, venne liberato. Il Papa volle subito tornare a Roma, ma nella primavera del 1815, quando Napoleone fuggì dall’isola d’Elba, fu costretto a rifugiarsi a Genova.
Il 16 aprile 1815 Pio VII visitava la Insigne Collegiata delle Vigne. Celebrò il solenne pontificale all’Altare Maggiore e dopo, Ospite del Prevosto d’allora Antonio Podestà, pranzava nel Chiostro Millenario. A ricordo di questo avvenimento, il Papa concede ai Canonici delle Vigne il privilegio della mantellina rossa, tra le insegne della loro dignità. Tre anni più tardi da Toma arricchirà le Vigne di altri privilegi spirituali: l’indulgenza plenaria perpetua all’Altare della Madonna, l’innalzamento della festa a rito di prima classe, l’aggiunta dell’Ottava alla solennità patronale del 21 novembre.
Se la storia ha riservato a Pio VII il compito di occuparsi di questioni politiche, soffrendo egli stesso per la libertà, queste non lo assorbirono totalmente. Egli ricostituì la Compagnia di Gesù, condanno i pericoli provenienti dalla massoneria, dall’illuminismo e dall’indifferentismo. Incoraggiò la cultura e l’arte, facendo di Roma un centro importante. Perdonò Napoleone e diede rifugio ai suoi parenti, che, ormai decaduti, erano rifiutati da tutti i governanti del tempo. Morì il 23 agosto del 1823, all’età di 81 anni, dopo 23 di pontificato.