VENERABILE GIUSEPPE FRASSINETTI (1804-1866), Fondatore dei Figli di Santa Maria Immacolata
Giuseppe Frassinetti fu uomo genovese e genovese nel difficile 1800, con un ‘di più’ che fece di lui un autentico uomo di Dio. La sua storia cominciò nella bella chiesa delle Vigne la terza domenica di avvento, coincidente in quel 1804 con l’inizio della novena di Natale.
Nella penombra dell’antico battistero don Giovanbattista Pittaluga, - Pre’ Gioanin – gli amministrò il battesimo.

Era nato il giorno precedente, 15 dicembre nella casa di vico San Paolo Vecchio, presso Campetto.
Era figlio di Giovanni Battista, un commerciante, e di Angela Viale. Ebbe tre fratelli: Francesco, Giovanni e Raffaele ed una sorella: Paola. Tutti e tre i fratelli diventeranno sacerdoti e la sorelle suora, anzi fondatrice della Congregazione delle Suore Dorotee.
Nel 1827, terminati gli studi teologici nel seminario arcivescovile di Genova, Giuseppe fu ordinato sacerdote. Dal 1831 al ’39 fu parroco di San Pietro a Quinto. Del giovane sacerdote sono celebri le prediche come anche l’attenzione per il sacramento della Penitenza. Fondò con don Luigi Sturla la Congregazione del Beato Leonardo per promuovere la santificazione, lo zelo pastorale e lo studio del clero. La sua opera fu approvata dall’Arcivescovo di Genova, Placido Maria Tadini, nel 1834.
Dal 1839 alla morte fu priore e parroco della chiesa di Santa Sabina che all’epoca era nel centro storico della città, poco distante dalle Vigne. Creò molte associazioni e gruppi, specialmente per i giovani; organizzò corsi catechistici e oratori per gente comune. Si dedicò all’assistenza spirituale negli ospedali e nelle prigioni di Genova. Difese con forza la fede cattolica dagli attacchi dei protestanti e dei massoni rivoluzionari, i quali volevano subordinare la religione agli interessi politici. A causa della sua fedeltà al papa, dovette allontanarsi da Genova per oltre un anno e vivere nascosto sotto falso nome.
Attento alla questione sociale e al mondo del lavoro, nel 1854 aiutò mons. Salvatore Magansco, Arcivescovo di Genova nel fondare la “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, una delle prime opere sociali in Italia. Ebbe modo di incontrarsi con San Giovanni Bosco con cui stabilì una confidente amicizia e collaborazione.
Con l’aiuto della sorella Paola e di altre compagne, aprì a Quinto una scuola di carità per ragazze povere, al fine di toglierle dalla strada ed istruirle.
Nel 1861 fondò la “Pia Unione dei Figli di Santa Maria Immacolata” i cui membri pur svolgendo le loro occupazioni avevano una particolare regola di vita. Da queste radici nascerà una pianta singolare. Infatti, nel 1866 insieme ad alcuni membri della Pia Unione don Frassinetti darà inizio a una forma di vita comune con lo scopo di accogliere e sostenere vari giovani che desideravano arrivare al sacerdozio, ma non avevano mezzi materiali. La prima sede fu nella canonica di Santa Sabina. Da questa prima comunità prenderà vita la “Congregazione dei figli di Santa Maria Immacolata”.
Don Frassinetti lasciò 96 scritti, più 9 postumi, dove si occupò in modo particolare della formazione dei chierici e della guida dei sacerdoti. Ricordiamo i celebri: “Compendio di teologia morale”, il “Manuale del parroco novello”, “Gesù Cristo regola del sacerdote”.
Dopo il Frassinetti, l’Opera sarà assunta dal sacerdote Antonio Piccardo, diventando un vero e proprio istituto di educazione religiosa.
A fine anno 1867 iniziò ad ammalarsi e a perdere le forze; vedendo vicina la propria fine chiese di ricevere il Viatico e l’estrema Unzione: aveva sempre insegnato agli altri che questi sacramenti si dovevano ricevere quando si era ancora consapevoli, così da poter seguire il rito.
Il 2 gennaio 1868, dopo una breve agonia, nel pomeriggio si addormentò serenamente nel Signore. Accompagnato dai suoi parrocchiani fu sepolto nel cimitero di Staglieno.
Nel 1934 i suoi resti furono trasferiti nella cappella dell’Istituto Piccardo di via Jacopo Ruffini.
Il 14 maggio 1991 il servo di Dio Giuseppe Frassinetti è riconosciuto Venerabile.