LA SERVA DI DIO TERESA SOLARI (1822 – 1908) e la Piccola Casa della Divina Provvidenza
Teresa Solari nacque a Né, vicino a Chiavari (GE) nell’anno 1822 o 1823. Rimase senza mamma a pochi anni. Abbandonata dal padre poco tempo dopo, si rifugiò presso una zia in campagna. Teresa crebbe buona, pia, ubbidiente, laboriosa, manifestando subito lo spirito di sacrificio e di preghiera che l’animò per tutta la vita. Durante gli anni giovanili condusse una vita raminga di casa in casa, come domestica, per guadagnarsi il pane. Armata di un’incrollabile fede, di una soda pietà, di una carità ardente, non indietreggiò mai davanti al sacrificio e di ogni prova, fisica o morale, ne fece gradino per salire ad una più intima unione con Dio.
Verso i quindici anni, cominciò per Teresa una serie di misteriose malattie che la costrinsero al ricovero nell’Ospedale di Chiavari, prima, e di Genova, poi; fu un lungo tirocinio che la preparò alla missione assegnatale dalla Provvidenza Divina.
All’Ospedale di Pammatone conobbe la giovane Antonietta Cervetto, che era animata dai suoi stessi sentimenti; strinse con lei un legame di fraternità umana e spirituale tale da renderle un cuor solo ed un’anima sola.
Insieme, uscite dall’ospedale, cercarono di attuare al più presto il loro progetto di carità a cui si sentivano fortemente ispirate dalla volontà di Dio: accogliere ed educare fanciulle orfane o in qualsiasi modo bisognose, preservandole dalla corruzione.
Nacque una prima famiglia. Teresa si dedicava alla fatica estenuante della questua per provvedere il nutrimento alle sue ricoverate. Antonietta, in casa, dirigeva e sorvegliava le ragazze. Inizialmente, presero dimora nella Torretta di S. Luca.
In quel periodo la compagna Antonietta si ammalò gravemente; Teresa si recò alla Chiesa di S. Maria delle Vigne, e fattasi la comunione si trattenne in dolce colloquio con Maria Santissima; La Madre di Dio le fece conoscere che la sua compagna non sarebbe morta per quella infermità, che costituiva, però, una grande prova per entrambe.
Non molto tempo dopo, Teresa ed Antonietta capirono che era meglio lasciare l’alloggio della Torretta. La Solari nuovamente si recò alla Chiesa delle Vigne e con espansiva confidenza disse a Maria Santissima «Voi siete Madre e dovete pensare alle vostre figlie. La padrona presto ci licenzierà di casa e noi non sapremo dove andare. Dunque siamo intesi che Voi ci provvedete. Non è vero?» La Vergine Santissima le fece intendere: «Non dubitare, ché ci ho già pensato». Ritornata a casa, dopo poche ore vide l’effetto della promessa celeste. Una signora anziana si presenta e dice a Teresa: «Voi cercate un’abitazione; io sono incaricata per ispirazione divina di dirvi che ve n’ha una in via Scurreria…». Proprio nel territorio delle Vigne.
Nel 1869, quando già le orfanelle erano un centinaio e vivevano nella Casa Spinola, attuale Villa Croce, nella zona di Carignano, vedendo che la casa difettava di viveri e non riuscendo a sopperire il cibo necessario, Teresa indossò il suo scialle e, piena di fiducia, corse nuovamente dalla Madonna delle Vigne. Prostrata dinanzi all’altare della Madonna, implorava soccorso e provvidenza per le sue figlie, ma, quel giorno la Madre Celeste non diede segno di volerla esaudire. Una voce interiore la invitò a tornare in casa, dove scoprì che una orfanella aveva nascosto del pane cotto, ormai ammuffito, nel giardino. Teresa lo mangiò in segno di penitenza e poi tornò all’altare della Madonna delle Vigne. Questa volta la sua preghiera fu ascoltata. Mentre ancora pregava, sentì una mano che le tirava leggermente la veste: girandosi scorse accanto a sé un sacchetto pieno di monete.

Madre Solari operò il bene sino alla fine. Morì la sera del 7 Maggio 1908, a 85 anni.