BEATA ROSA GATTORNO (1831 - 1900), Il messaggio dell’amore che salva.
La beata Anna Rosa Gattorno nacque a Genova, il 14 ottobre 1831, da una famiglia di agiate condizioni economiche, di buon nome sociale e di profonda formazione cristiana, abitante nel palazzo Lamba Doria in piazza delle Vigne. Fu battezzata lo stesso giorno nella parrocchia di S. Donato, con i nomi di Rosa Maria Benedetta. Nel padre Francesco e nella madre Adelaide Campanella trovò, come gli altri loro cinque figli, i primi essenziali formatori della sua vita morale e cristiana. In S. Maria delle Vigne ricevette la Prima S. Comunione e, poi, il 19 aprile 1843 la Cresima, dall’arcivescovo card. Placido Tadini. Di carattere sereno, amabile, aperto alla pietà e alla carità, e tuttavia fermo, seppe reagire altresì alla conflittualità del clima politico e anticlericale dell’epoca, che non risparmiò nemmeno alcuni componenti della famiglia Gattorno.
A 21 anni sposò il cugino Gerolamo Custo, e si trasferì a Marsiglia. Un imprevisto dissesto finanziario turbò ben presto la felicità della novella famiglia, costretta a far ritorno a Genova nel segno della povertà. Disgrazie ancor più gravi incombevano: la primogenita Carlotta, colpita da un improvviso malore, rimase sordomuta per sempre; il tentativo di Gerolamo di far fortuna all’estero si concluse con un ritorno, aggravato da ferale malattia; la gioia di altri due figli fu profondamente turbata dalla scomparsa del marito, che la lasciò vedova a meno di sei anni dalle nozze nel 1858 e, dopo qualche mese, dalla perdita dell’ultimo figlioletto. Nello stesso anno ebbe una grazia singolare: durante la novena della Madonna delle Vigne un giorno si trovava in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, solennemente esposto. Improvvisamente si sentì tutta assorbita da una viva percezione del sangue di Cristo, provando insieme sentimenti ineffabili di unione intima con Gesù e di ardentissimo amore.
Il fatto si ripeté più volte in seguito, finché comprese bene di dovere intraprendere la via del Calvario per unirsi intimamente al suo Dio crocifisso. Anche l’anno seguente la novena della Madonna delle Vigne le fu apportatrice di grandi consolazioni e luci interne; ebbe un vivissimo lume sulla passione di Cristo e il grande desiderio di partecipare in qualche modo ai tormenti del Redentore.
L’incalzare di tante tristi vicende segnò, nella sua vita, un cambiamento radicale che lei chiamerà la sua "conversione" all’offerta totale di sé al Signore, al suo amore e all’amore del prossimo. Forte nelle difficoltà della vita e immersa nella Passione di Cristo, comprese la sua nuova vocazione. Già sposa fedele e madre esemplare, senza nulla sottrarre ai suoi figli – sempre teneramente amati e seguiti – in una maggiore disponibilità imparò a condividere le sofferenze degli altri, prodigandosi in apostolica carità negli ospedali e nelle case. Nel 1862 ricevette il dono delle stimmate occulte, percepito più intensamente nei giorni di venerdì. Nel 1864, dopo un anno di intensa preghiera e di penitenza, ebbe l’ispirazione di una nuova Regola per una specifica Fondazione sua, a servizio dei poveri e dei sofferenti. Nascerà da lì a poco la famiglia religiosa delle Figlie di S. Anna.